E’ di questi giorni la notizia – riportata da Gazzetta del Sud – che le discariche abusive lungo gli argini del Crati sono state ripulite dal maltempo. Il principale corso d’acqua della Calabria è da anni sottoposto a sequestro giudiziario, nel suo tratto terminale. Ma a ben guardare le immagini raccolte da Stefano Contin negli ultimi quattro anni, si comprende bene dove siano andati a finire i rifiuti delle discariche abusive…
Nel 2006 “i sigilli – ricostruisce Gianpaolo Iacobini su Gazzetta del Sud del 25 agosto scorso – vengono apposti ad un lembo della lunghezza di 25 chilometri, da Tarsia a Sibari passando per Terranova e Corigliano, di estensione superiore ad un milione di metri quadrati, segnato da discariche abusive e, siccome al peggio non c’è mai fine, da un eccessivo carico batteriologico: ben 95 mila colonie di coliformi fecali per ogni 100 millilitri d’acqua, a fronte d’una soglia massima consentita di 5 mila unità”.
Sempre Gazzetta del Sud riferiva, il 10 agosto scorso, che la balneazione delle acque della Sibaritide, quest’anno, è alquanto migliorata. L’unico caso grave rimanente è “l’area circostante la foce del fiume Crati, interdetta alla balneazione per 800 metri, di cui 400 ricadenti nel territorio di Sibari ed il resto, invece, in quello di Corigliano”. “Le zone non balneabili sono destinatarie di precisi divieti di balneazione, ma restano fosche le nubi che s’addensano sui processi di risanamento dei corsi d’acqua inquinati. In cima alle priorità ed alle preoccupazioni – concludeva sempre Iacobini, sul quotidiano calabrese -, il Crati, dal 2006 nella sua parte terminale corpo del reato nell’ambito di un’altra inchiesta coordinata proprio dalle Procure di Castrovillari e Rossano nell’ottobre del 2006. La sua bonifica, soltanto annunciata, non è mai iniziata”.
Un vero peccato, dato che si tratta davvero di un “paradiso”, come dimostra un altro video, sempre di Stefano Contin, che fa da contraltare a questo: delfini e fenicotteri solcano il mar Jonio antistante la riserva naturale della foce del Crati.
[...] Guarda il video clip su telecastrovillari.tv [...]
[...] (segue da “Il paradiso abitato dal diavolo”): (…) Si tratta davvero di un “paradiso”, come dimostra questa video clip, sempre di Stefano Contin, che fa da contraltare a quello che ritrae un tratto di spiaggia sibarita ricettacolo di rifiuti. Delfini e fenicotteri rosa solcano il mar Jonio antistante la riserva naturale della foce del Crati. Commenti [...]