“Facciamo un figurone”: In carcere laboratorio di street art per parlare di diritti umani

“Facciamo un figurone”: In carcere laboratorio di street art per parlare di diritti umani

Dal 4 all’11 ottobre 2018, nella Casa Circondariale di Castrovillari, è in corso l’iniziativa “Facciamo un figurone”, laboratorio di Street art promosso dall’IPSEOA “K. Wojtyla” di Castrovillari, con il contributo della Diocesi di Cassano allo Jonio, dei Comuni di Castrovillari, Saracena, San Basile e Frascineto, e di alcuni partner privati, con il patrocinio dall’Ente Parco del Pollino.

Un’iniziativa finalizzata a contrastare il disagio-socio culturale attraverso una rete ampia di collaborazioni tra Scuola, enti e strutture territoriali e tesa alla realizzazione di un murale sul tema “Sensibilità e Diritti umani”.

L’idea nasce da una serie di  incontri: ll primo, didattico-culturale ma soprattutto umano con il mediatore culturale, attore e regista senegalese Mohamed Ba, ospite dell’Istituto alberghiero nel 2015 per un confronto con gli alunni sulle diversità; il secondo la sua collaborazione con lo Street artist Fabio Cuffari fondatore dell’Associazione culturale Alfa di Aosta, per la realizzazione del cortometraggio “Il Tratto” diretto da Alessandro Stevanon, che vede Mohamed Ba come attore e Fabio Cuffari autore del disegno che si vede nel corto, un tratto essenziale e quasi monocromatico, con piccoli dettagli colorati; il terzo, durante un convegno a Rende sul fare scuola in Carcere, che ha offerto l’opportunità di incontrare il dirigente del CPIA di Milano 1, operativo presso il carcere di San Vittore su un progetto per la realizzazione di murales all’interno del carcere.

“Ci siamo attivati – spiega la professoressa Annamaria Rubino – per avviare un laboratorio sul nostro territorio contattando Fabio Cuffari attraverso Mohamed Ba e sviluppando l’idea per creare un murale a casa nostra, tenuto conto che le attività laboratoriali sono l’espressione più completa e funzionale del fare scuola in carcere. Ma a che cosa servono dei murales? A dire qualcosa, a raccontare, a dichiarare degli intenti, a conferire un’identità ad un luogo, a prendere una posizione, ad addolcire il freddo cemento, a rischiarare un giorno, a colorare un po’ il nostro animo.”

“Facciamo un figurone”, in particolare, “vuole dare la possibilità – continua Rubino – a uomini di esprimere loro stessi mediante un atto artistico, un’attività creativa, edificante, formativa, che possa aprire una breccia sul possente muro del pregiudizio.”

Il progetto prevede la realizzazione di alcune opere pittoriche in cui i detenuti si cimenteranno nella pittura su parete. L’insegnante Fabio Cuffari coordinerà i laboratori e guiderà i partecipanti attraverso tutte le fasi di realizzazione dell’opera. Il progetto trasformerà i partecipanti in artisti, consentendogli di vivere giornate stimolanti e coinvolgenti offrendo alla struttura un’opera che perdurerà nel tempo. 

Durante il laboratorio, che avrà la durata di una settimana, si lavorerà su una parete 4×7 m con un gruppo di 4/5 detenuti al giorno, mattina e pomeriggio. L’inaugurazione del lavoro è prevista entro la fine del mese di Ottobre.

L’intento ultimo è favorire la crescita culturale per un possibile ripensamento delle scelte devianti, in vista di un graduale e consapevole reinserimento nel tessuto socio-lavorativo esterno.

Lascia un commento

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Tempo
@TCastrovillari

web tv di Slow Time, testata giornalistica di emerson communication

Altro in Tempo