Incendi, il Parco del Pollino cerca di evitare “un altro 2017”

Incendi, il Parco del Pollino cerca di evitare “un altro 2017”

Il Parco Nazionale del Pollino vuole evitare un’altra stagione estiva di incendi, come quella del 2007. [GUARDA VIDEOPer questo Pappaterra, il presidente del Parco al terzo mandato consecutivo, ha fissato una conferenza stampa il 21 giugno prossimo, alle 10,30 a Castrovillari, presso il Centro Servizi del Parco, a Palazzo Gallo, per presentare le linee guida del Piano AIB (Anti Incendi Boschivi) 2018 e lanciare alle Istituzioni il messaggio: “evitiamo un altro 2017”!

“Occorre mettere in atto un percorso di prevenzione che eviti il ripetersi di quanto è accaduto l’estate scorsa – dice Domenico Pappaterra -, estate che sarà ricordata non solo come una delle più calde estati del nostro pianeta, ma anche per la proliferazione di tantissimi incendi, molti dei quali di origine dolosa che hanno distrutto tantissimo patrimonio naturale e boschivo.”

Anche per quest’anno il Parco è pronto per questa nuova sfida avendo approvato il Piano AIB 2018 le cui linee guida si possono anticipare attraverso alcuni numeri: 30 Associazioni di Protezione Civile; 960 volontari operativi per controllare il territorio e per la lotta attiva; 53 mezzi pick-up e 16 fuoristrada per i primi interventi; 2 droni e velivoli ultraleggeri per il controllo dall’alto; telecamere fisse per avvistamenti a lunga distanza.

Sarà rinnovato, inoltre, anche per il 2018 il Protocollo d’intesa con l’Istituto penitenziario di Castrovillari e l’Associazione ANAS per l’impiego di alcuni detenuti nella sorveglianza di alcune zone del territorio protetto della località Petrosa di Castrovillari.

Inoltre, se sarà necessario, nel periodo di maggiore emergenza il Parco è pronto per stipulare con il Dipartimento dei Vigili del Fuoco apposita convenzione per avere a disposizione una squadra completa di Dos dedicata esclusivamente al territorio del Parco Nazionale del Pollino.

Insomma all’incirca le stesse misure che il Parco dispiega soprattutto da dopo la terribile estate del 2007 che, ancor prima di quella del 2017, mise a dura prova il territorio protetto. Misure tuttavia, che l’anno scorso non sono state sufficienti ad evitare che numerosi incendi divampassero e bruciassero ettari di superficie boscata anche nell’area protetta calabro-lucana.

 

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